il Nome nel testo. Rivista internazionale di onomastica letteraria
https://www.innt.it/innt
<p>Fondata nel 1999, “il Nome nel testo – Rivista internazionale di onomastica letteraria” (= iNnt) accoglie studi sulle caratteristiche e funzioni dei Nomi Propri (andronimi e toponimi) nelle opere letterarie, ma in genere nelle opere artistiche delle varie culture. Essa intende ovviare a una carenza nell’ambito dei periodici di onomastica, italiani e non, che hanno interessi prevalentemente linguistici. L’onomastica letteraria ha visto negli ultimi tempi una crescente attenzione degli studiosi, anche in rapporto con la fondazione a Pisa, alla fine del 1993, dell’associazione “Onomastica & Letteratura” (O&L), che organizza annualmente convegni a partire dal 1995. La rivista non è il periodico ufficiale di O&L, ma persegue gli stessi scopi ed è stata ideata e voluta per ospitare non solo i risultati degli studi presentati durante i convegni dell’associazione, ma anche quelli di altre ricerche onomastico-letterarie, relative a qualsiasi cultura, svolte in Italia e all'estero, senza preclusioni nei confronti di alcuna ideologia, metodologia critica o scuola. La rivista è così un luogo di convergenza e cooperazione tra linguisti e letterati, come quest’ambito disciplinare impone.</p> <p> </p> <p>“il Nome nel testo” esce con cadenza annuale. Lingue ufficiali sono, oltre all’italiano, il francese, l’inglese, lo spagnolo e il tedesco.</p>it-ITil Nome nel testo. Rivista internazionale di onomastica letteraria1591-7622<p>Il copyright è ceduto dall'autore all'editore per 24 mesi dalla pubblicazione. Trascorso questo periodo di tempo, ai contenuti è attribuita una licenza <span class="alt-titles"><span class="tool-identifier">CC BY-NC-ND 4.0</span></span> (<a href="https://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/4.0/deed.en" target="_blank" rel="noopener">Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International</a>).</p>James G. Frazer e i tabù dei nomi
https://www.innt.it/innt/article/view/1003
Luigi Sasso
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2026-10-062026-10-06Konrad Górski e l'approccio storico-funzionalista all'onomastica letteraria
https://www.innt.it/innt/article/view/1002
Alessandro Amenta
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2026-10-062026-10-06Presentazione
https://www.innt.it/innt/article/view/1001
Comitato Editoriale
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2026-10-062026-10-06Nel nome di Lady Macbeth: la tragica storia di una mercantessa della provincia russa
https://www.innt.it/innt/article/view/980
<p>In Nikolai Leskov’s celebrated novella <em>Lady Macbeth of the Mtsensk District</em> (1865), the titular epithet encapsulates the tragic story of a morally compromised<br>woman who diverges from Shakespeare’s famous character in crucial ways. Unlike Shakespeare’s protagonist, she lacks noble lineage, harbors no political ambitions, and exhibits a psychological complexity that proves far less unambiguously malevolent – as the novella’s ending suggests. Despite committing heinous crimes, she is not fundamentally evil. The appellation ‘Lady Macbeth,’ far from merely provocative, opens avenues for deeper exploration of Katerina Izmajlova’s dual onomastic identity. This duality operates on two registers: first, it invokes two other literary Katerinas – Petrovna from Aleksandr Ostrovsky’s <em>The Storm</em> (1860) and the eponymous heroine of Taras Shevchenko’s poem (1840); second, it evokes the Shakespearean legacy that profoundly shaped the worldview and artistic output of nineteenth-century Russian literature. This paper constructs an onomastic-literary portrait of Leskov’s Lady Macbeth to illuminate the complexities and contradictions of her character, ultimately seeking to clarify the author’s deliberate choice of title.</p>Giulia Baselica
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.980Onomastica deleddiana: nomi e nomignoli dalle Tradizioni popolari di Nuoro ai romanzi
https://www.innt.it/innt/article/view/981
<p>This study investigates Grazia Deledda’s onomastic choices, with particular focus on the naming (names and nicknames) of ‘villains’ and/or antagonists <br>and negative characters, tracing the Sardinian writer’s compositional trajectory beginning with her work on <em>Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna</em> (Rome, Forzani e C. Tipografi del Senato 1894). This foundational text documents Deledda’s ethnographic inquiry into Sardinian-Nuorese popular culture, conducted in her early twenties for Angelo De Gubernatis’s journal <em>Rivista delle tradizioni popolari italiane</em>. This work is of particular significance for its onomastic heritage, as it contains a repertoire of ‘Names and Nicknames (<em>Numenes</em> and <em>zistros</em>)’: a list comprising twenty-four masculine names and thirteen feminine names, each accompanied by its Sardinian form, followed by twenty-four ‘nicknames’ (<em>zistros</em>) with Italian translations. This study thus analyzes the literary redeployment of this onomastic repertoire, with specific attention to the names and epithets Deledda assigns to negative characters.</p>Patrizia Bertini MalgariniMarzia Caria
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.981Il nome proprio tra identità e sopravvivenza: un’analisi onomastica di Il mio nome è Marytė di Alvydas Šlepikas
https://www.innt.it/innt/article/view/982
<p><span class="">Questo articolo esamina il ruolo e le funzioni dei nomi propri in </span><em><span class="">Mano vardas – Marytė</span></em><span class=""> (2012), romanzo storico della scrittrice lituana Alvydas Šlepikas sui </span><em><span class="">Wolfskinder</span></em><span class=""> – bambini tedeschi rimasti orfani o abbandonati nell'ex Prussia Orientale dopo la Seconda Guerra Mondiale. Sullo sfondo dell'occupazione sovietica e dell'erosione dell'identità prussiano-tedesca, il romanzo drammatizza la tensione tra memoria individuale e imperativi di sopravvivenza. Lo studio analizza il repertorio antroponimico del romanzo, dimostrando come esso incarni la coesistenza di tre distinte componenti etniche, linguistiche e sociali – tedesca, russa e lituana – e rivela come i nomi propri trascendano la loro funzione identificativa. Particolare attenzione è dedicata alla rinominazione forzata dei bambini tedeschi che cercarono rifugio in Lituania, dove i nomi tedeschi divennero tabù e dovettero essere occultati per evitare persecuzioni. Attraverso l'analisi ravvicinata di passaggi selezionati, in particolare la trasformazione onomastica della protagonista Renate/Marytė, l'articolo sostiene che i nomi propri costituiscono un nesso simbolico di identità, memoria e storia. Il romanzo si pone dunque come testimonianza letteraria di pratiche onomastiche storicamente documentate e come caso di studio paradigmatico del ruolo cruciale che i nomi propri svolgono nel costruire e preservare l'identità in circostanze storiche estreme</span></p>Adriano Cerri
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.982Nomi e profili dei truffatori nella poesia italiana recente. Risvolti onomastici di spam, scam e phishing
https://www.innt.it/innt/article/view/983
<p><span class="">Spam, truffe e phishing sono fenomeni diffusi nelle caselle di posta elettronica e nei pop-up dei siti web. Questo saggio si concentra sul loro impatto sulla letteratura italiana, in particolare sulle loro implicazioni onomastiche nella poesia recente (2012-2024). Qui propongo che i nomi scelti dai truffatori siano intesi a stimolare le aspettative delle loro vittime in base ai dati forniti da un precedente profilo digitale. Esamino poi in modo comparativo come tali nomi alludano a narrazioni implicite all'interno di una cornice letteraria, evidenziando il ruolo cruciale svolto dai nomi delle celebrità (inclusi nei messaggi di spam per facilitare la profilazione di marketing). Concludo identificando uno slittamento letterario nel ruolo dei nomi: lo username è passato dall'identificare un personaggio al delineare un fattore di rischio, una soglia per accedere a dati sensibili.</span></p>Samuele Fioravanti
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.983Indagini sull’onomastica del male nei Promessi sposi: i soprannomi di bravi e taverne dai postillati alle traduzioni
https://www.innt.it/innt/article/view/984
<p>Manzonian onomastics presents formidable interpretive challenges, given the extensive scholarship that has accumulated since the 1840 edition of the novel. This rich bibliography has thoroughly documented the intricate connections between the characters’ names in <em>The Betrothed</em> and Catholic liturgy, European and Italian literary traditions, and historical sources. Existing studies have also emphasized Manzoni’s frequent recourse to antiphrastic naming strategies. Yet significant gaps remain. This study builds on established scholarship while drawing on recent investigations into the linguistic sources Manzoni consulted to mold the novel’s language. Specifically, it deepens critical understanding of how Manzoni names characters and places associated with evil – the <em>bravi</em> and the <em>osteria della Malanotte</em> among them – where he confronted the singular challenge of creating evocative yet never vulgar epithets. Finally, through examination of Manzoni’s meticulous linguistic revisions, the paper assesses the onomastic solutions Michael F. Moore adopts in his 2022 translation, a decade-long undertaking that renders Manzoni’s masterpiece in “standard English” with both fidelity and innovation. </p>Sabina Ghirardi
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.984Il soprannome "Pinocha" nel mondo di menzogne dell'ultima dittatura argentina: una letture del Cuando hablábamos con los muertos di Mariana Enríquez
https://www.innt.it/innt/article/view/985
<p><span class="">Questo articolo analizza il racconto </span><em><span class="">Cuando hablábamos con los muertos</span></em><span class=""> di Mariana Enríquez attraverso la lente del soprannome della protagonista, Pinocha. L'epiteto, che evoca Pinocchio come bugiardo archetipico, funziona come un nome semantico intimamente connesso all'ambientazione del racconto: l'ultima dittatura argentina – segnata da un ricorso sistematico alla falsità – e i primi anni del post-dittatura, quando il silenzio sul passato recente fu imposto con la violenza. Lo studio sostiene che, nonostante la sua inconsapevolezza, Pinocha è legata al regime attraverso il suo mondo familiare. Da questa prospettiva, il suo trauma può essere interpretato come l'esperienza di riconoscersi improvvisamente implicata nella criminalità di Stato. In questa lettura, Pinocha incarna ciò che Michael Rothberg ha definito «soggetto genealogicamente implicato», una categoria che designa coloro che ereditano storie di violenza senza esserne stati agenti attivi. Questa figura apre una riflessione sui familiari «complici» della repressione dittatoriale e destabilizza le rigide dicotomie tra carnefici e perseguitati.</span></p>Laura Luche
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.985Cattivi di default: somatizzazione, primitivizzazione ed esotizzazione come strategie di discriminazione antizigana basate sul nome nel romanzo rumeno (1845-1947)
https://www.innt.it/innt/article/view/986
<p><span class="">Collocato all'interno di un più ampio progetto di ricerca sulla discriminazione antizigana basata sul nome nella letteratura, questo studio esamina come i nomi funzionino discorsivamente nel costruire i personaggi rom come altri razzializzati. Esso sostiene la necessità di una svolta sociale nell'onomastica letteraria e impiega un quadro teorico e metodologico integrato che combina l'analisi del discorso onomastico (ODA) con l'approccio storico-discorsivo (DHA). Nello specifico, lo studio analizza i nomi come strumenti di alterizzazione attraverso strategie predicative che perpetrano rappresentazioni stereotipate e pregiudizievoli dei personaggi rom. Tali strategie – somatizzazione, primitivizzazione ed esoticizzazione – sono esaminate attraverso marcatori lessicali, tenendo conto al contempo del potenziale connotativo dei nomi letterari, attingendo alla tipologia del riferimento di Grant W. Smith. I risultati rivelano che i romanzi rumeni costruiscono costantemente i personaggi rom come villain attribuendo onimoidi (come definiti da Richard Coates) che codificano tratti fisici razzializzati, nonché attraverso nomi che evocano riferimenti libreschi e mitologici.</span></p>David Morariu
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.986Il Barone fulvo
https://www.innt.it/innt/article/view/987
<p><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">I protagonisti del celebrato romanzo di Antonio Fogazzaro </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Daniele Cortis</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;"> (1885) sono l'omonimo eroe Daniele e sua cugina Elena; l'intera narrazione si sviluppa attorno al loro amore assoluto e impossibile. Tuttavia, tra i due amanti si inserisce un terzo personaggio – al contempo protagonista e antagonista –: il barone Carmine Di Santa Giulia, marito di Elena. Il barone è ritratto come un uomo violento, rozzo e tirannico, eppure nel corso del romanzo è costantemente descritto attraverso epiteti diabolici. La sua natura spregevole è sistematicamente associata – tramite allusioni esplicite o metafore implicite – alla sua disposizione malevola, in netto contrasto con la natura "angelica" di Elena e il carattere incorrotto di Daniele Cortis. Questo saggio esamina la frequenza di quella che si potrebbe definire "semi-nominazione"; infatti, gli epiteti attribuiti al barone Di Santa Giulia, pur non raggiungendo mai lo statuto di soprannome o nome proprio, si affermano come una forma di antonomasia implicita e allusiva che definisce con precisione la figura e la personalità del personaggio.</span></p>Roberto Randaccio
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.987Malvagi e antagonisti nei gialli sudtirolesi di lingua tedesca
https://www.innt.it/innt/article/view/988
<p><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">I tedeschi nutrono da lungo tempo una passione ben documentata per il genere del romanzo poliziesco. Nel variegato panorama del romanzo criminale, i </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Regiokrimis</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;"> rappresentano un sottoinsieme particolare di opere che, come suggerisce il termine stesso, sono ambientate in città o regioni specifiche. Tra questi, il Sudtirolo ha indubbiamente esercitato un fascino singolare sui lettori tedeschi. Non sorprende quindi che, accanto agli autori sudtirolesi, un numero crescente di scrittori tedeschi si sia cimentato nella scrittura dei cosiddetti </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Südtirolkrimis</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">, scegliendo il Sudtirolo come ambientazione dei propri romanzi. Una delle differenze più evidenti tra i </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Südtirolkrimis</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;"> di autori tedeschi e quelli scritti da autori sudtirolesi risiede nel fatto che gli scrittori tedeschi combinano il genere poliziesco con elementi di guide di viaggio e letteratura gastronomica. Ciò solleva naturalmente la questione se esistano differenze nei nomi dei personaggi, in particolare per quanto riguarda assassini e antagonisti. La nostra analisi – condotta su nove serie di romanzi polizieschi, per un totale di cinquantacinque volumi pubblicati fino ad oggi – rivela che l'origine dell'autore non può essere determinata dai soli nomi dei personaggi. Emergono tuttavia alcune tendenze: mentre gli autori tedeschi fanno maggiore uso di nomi fittizi, insoliti e parlanti, gli autori sudtirolesi optano prevalentemente per nomi tipici o quantomeno comuni.</span></p>Marie A. RiegerVincenzo Amendolara
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.988Strategie di mascheramento onomastico in Althénopis di Fabrizia Ramondino
https://www.innt.it/innt/article/view/989
<p><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Questo articolo esamina le strategie onomastiche impiegate in </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Althénopis</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;"> di Fabrizia Ramondino. Attraverso l'analisi dell'antroponimia della toponimia, il saggio rivela come i nomi dei personaggi e dei luoghi siano frequentemente omessi, distorti o sostituiti nel corso della narrazione. Lo studio esplora il significato narrativo e simbolico di tali scelte, dimostrando come esse operino nella costruzione dell'identità dei personaggi e nella definizione della rappresentazione spaziale. In definitiva, il saggio illustra come simili tecniche negozino l'intricato gioco tra autenticità autobiografica e invenzione narrativa.</span></p>Carola Borgia
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.989«Names are a great mystery»
https://www.innt.it/innt/article/view/990
<p><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Questo saggio esamina la funzione etica della denominazione in </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">La Valle dell'Eden</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;"> di John Steinbeck. Muovendo dalla scena centrale della denominazione e dall'esegesi di Lee del </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">timshel</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">, si afferma che i nomi non determinano il destino, ma aprono uno spazio di scelta interpretativa e morale. Attraverso quattro costellazioni onomastiche – che spaziano dalla Genesi all'eredità patriarcale, dai personaggi femminili alla denominazione profetica – l'articolo mostra come Steinbeck trasformi la tipologia biblica in una poetica dell'eredità in cui l'identità emerge attraverso l'interpretazione, la responsabilità e la continua revisione delle narrazioni ricevute.</span></p>Anna Chichi
Copyright (c) 2026 il Nome nel testo. Rivista internazionale di onomastica letteraria
2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.990Damide o Luciano?
https://www.innt.it/innt/article/view/991
<p><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Questo articolo indaga le principali strategie di denominazione che Luciano impiega per i personaggi che incarnano la sua persona autoriale o che danno voce alle sue preoccupazioni intellettuali, muovendosi sul terreno ambiguo tra autobiografia e occultamento di sé da parte dell'autore. Riesaminando casi ben noti – "Syros", "Parresiade", "Licino" e "Tichiade" –, lo studio sostiene che il nome "Damide", la voce satirica dello </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Iuppiter tragoedus</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">, funzioni analogamente come dissimulazione della presenza autoriale. Tale argomentazione è sviluppata attraverso l'analisi dell'architettura formale e tematica del dialogo e dei modelli comici che lo permeano, collocando lo </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Iuppiter tragoedus</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;"> all'interno della più ampia traiettoria del corpus letterario lucianeo.</span></p>Matteo Ferrari
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.991Il nome come testimone
https://www.innt.it/innt/article/view/992
<p><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Questo studio esamina il repertorio onomastico presente in </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Jurnalul 66: Noaptea în care am ars</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;"> (</span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Diario 66: La notte in cui sono andata a fuoco</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">) di Alexandra Furnea, sopravvissuta all'incendio del nightclub Colectiv a Bucarest del 30 ottobre 2015, che causò 65 vittime e più di 180 feriti. Muovendo dal presupposto che i nomi propri acquisiscano una forte funzione simbolica in contesti traumatici, la ricerca esplora il ruolo di antroponimi, criptonimi e toponimi nel plasmare la struttura narrativa del diario. I nomi non svolgono una mera funzione identificativa; essi divengono anche testimoni della sofferenza fisica ed emotiva vissuta da coloro che sono coinvolti. Il testo impiega diverse strategie di denominazione, tra cui nomi espliciti (medici, amici, colleghi e compagni di sopravvivenza), nomi omessi o codificati tramite iniziali e pseudonimi, e nomi che portano un forte valore stigmatizzante, come </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Colectiv</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">, </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Spitalul de Arși</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;"> (Centro Grandi Ustionati) e </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Ministerul Sănătății</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;"> (Ministero della Salute). Sul piano metodologico, lo studio attinge all'onomastica, alla semantica, alla stilistica, alla teoria del testo letterario e agli studi letterari.</span></p>Silvia Iluț
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.992Il catalogo onomastico delle Aventures de Monsieur Dassoucy (1677): tra memoria individuale, storia e mitologia
https://www.innt.it/innt/article/view/993
<p><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Questo studio mette in luce la difficile categorizzazione delle </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Aventures de Monsieur Dassoucy</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;"> come autobiografia, in larga misura a causa della rivelazione tardiva, da parte dell'autore, della corrispondenza tra autore, narratore e protagonista. Inoltre, l'autore sembra perseguire in modo incoerente una reticenza onomastica nel designare i suoi contemporanei. Più complessa è la trattazione dei nomi tratti dalla storia o dalla tradizione letteraria, frequentemente impiegati come comparativi ma dispiegati secondo funzioni e finalità tipiche dello stile burlesco ed eroicomico. Il repertorio onomastico dell'autore serve anche a esibire l'erudizione dello scrittore e a stabilire un pubblico selezionato – un pubblico ugualmente colto, capace di comprendere i riferimenti storici, mitologici e letterari, talvolta audaci, affidati unicamente all'allusione onomastica.</span></p>Giorgio Sale
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.993Costruire l’identità attraverso il nome: dinamiche onomastiche nella narrativa per ragazzi di Cornelia Funke
https://www.innt.it/innt/article/view/994
<p>This article investigates how Cornelia Funke deploys onomastic strategies in children’s literature to construct and negotiate childhood identity through proper names and nicknames. Focusing on <em>Die Wilden Hühne</em>r and <em>Gespensterjäger</em>, the study demonstrates how speaking names, hypocoristics, nominal compounds,<br>and classificatory acronyms function as linguistic and social instruments in shaping group dynamics, establishing hierarchies, and enabling processes of belonging. Particular attention is paid to the Italian translations, which systematically neutralize the pragmatic and symbolic resonance of names. This analysis reveals onomastics as a critical lens for examining strategies of ideological rewriting in children’s literature.</p>Maurizio Basili
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.994«Questi non vide mai l’ultima sera»
https://www.innt.it/innt/article/view/995
<p><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Nell'opera di Dante, un livello diegetico unificato crea uno spazio autobiografico ampio, in cui l'autore costruisce narrativamente la propria esistenza. Questo progetto autobiografico culmina in una narrazione di conversione: un pellegrino attraversa l'aldilà, definendosi gradualmente come poeta-profeta incaricato di registrare le proprie esperienze. Al centro di questo processo trasformativo – in cui Dante evolve da </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">viator</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;"> a profeta – vi è l'identità onomastica del protagonista. Notevolmente, il suo nome resta nascosto fino alla conclusione del </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Purgatorio</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">, una scelta narrativa carica di significato simbolico. Questo articolo esamina le implicazioni di questa peculiare strategia onomastica e propone diverse spiegazioni della sua importanza, in particolare all'interno della cantica centrale della </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Commedia</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">.</span></p>Carmelo Tramontana
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.995Petricchio come Narnia
https://www.innt.it/innt/article/view/996
<p><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Questo saggio esamina le strategie di denominazione nel romanzo </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Appetricchio</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;"> di Fabienne Agliardi. Attraverso uno stile arricchito dai suoni e dai ritmi del dialetto locale, l'autrice conduce i lettori nel cuore della Lucania, in un borgo che si è volontariamente isolato dal mondo esterno e dalla modernità. A Petricchio, "luogo fantastico escluso dalle mappe e fuori dai sentieri battuti", i nomi non funzionano meramente come etichette referenziali; essi servono piuttosto come strumenti di memoria, appartenenza e riconoscimento sociale, svolgendo un ruolo attivo nella costruzione del mondo narrativo. I lettori si trovano di fronte a un complesso sistema di denominazione plasmato dai rapporti mobili tra nomi di battesimo, cognomi e soprannomi, incontrando indizi e connessioni sottili che invitano all'interpretazione. La dimensione onomastica si rivela particolarmente rivelatrice: a Petricchio, un Macondo italiano, i nomi sono spesso nomi parlanti, talvolta ingannevoli, ma sempre evocativi di storie.</span></p>Elena Papa
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.996Ann Cornelisen e la "Lucanità sommersa" nel mondo contadino femminile di Tricarico
https://www.innt.it/innt/article/view/997
<p><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Questo articolo esamina la </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Lucanità sommersa</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;"> in tre libri dell'autrice americana Ann Cornelisen (1926-2003). Fondendo memoir, antropologia e sociologia, queste opere descrivono dettagliatamente la vita a Tricarico dagli anni Cinquanta agli anni Settanta. L'analisi di pseudonimi e soprannomi rivela legami multistrato e complessi tra realtà e invenzione. Trascurata dagli studiosi perché scriveva per un pubblico generale, Cornelisen illumina la Lucania rurale, in particolare la vita delle donne contadine e la disgregazione dei villaggi a causa della migrazione. Questa eredità merita un esame più attento per aver messo in luce un'identità sommersa.</span></p>Suzanne Romaine
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.997Lucanità sommersa ed echi onomastici nell’opera di Gaetano Cappelli
https://www.innt.it/innt/article/view/998
<p><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Questo articolo propone la "identità lucana sommersa" come cornice critica per comprendere le rappresentazioni letterarie contemporanee della Basilicata, esaminando come caso di studio principale la raccolta di racconti </span><em style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;">Canzoni della giovinezza perduta</em><span class="" style="font-family: -apple-system-font; font-size: 12px; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; orphans: auto; text-align: start; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; widows: auto; word-spacing: 0px; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration: none; caret-color: #000000; color: #000000;"> (2010) di Gaetano Cappelli. Muovendo dal contesto storico e culturale della Basilicata, lo studio analizza l'onomastica narrativa – nomi propri, soprannomi e ipocoristici – come strumenti fondamentali della costruzione dei personaggi. Nei racconti di Cappelli, i nomi portano una spiccata risonanza regionale e funzionano come marcatori identitari che condensano appartenenza territoriale, memoria collettiva e profondità psicologica. Attraverso tali strategie, l'autore sposta gli stereotipi convenzionali sull'Italia meridionale, collocando saldamente l'esperienza lucana entro un registro contemporaneo e generazionale. Piuttosto che un'essenza folklorica, l'identità lucana emerge come un'esperienza contestata e vissuta, articolata attraverso lo spaesamento, l'alterità e l'autointerrogazione.</span></p>Nicola Sileo
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.998Repertorio bibliografico dell’onomastica letteraria in Italia (2024-2025)
https://www.innt.it/innt/article/view/999
<p>Periodico aggiornamento biennale della bibliografia degli studi onomastico-letterari prodotti in Italia, riferito agli anni 2024 e 2025.</p>Leonardo Terrusi
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2026-10-062026-10-0610.4454/iNnt.innt.v28.999