El apodo «Pinocha» en el mundo de la mentira de la última dictadura argentina. Una lectura de Cuando hablábamos con los muertos de Mariana Enríquez
Publié-e 2026-10-06
Résumé
Questo articolo analizza il racconto Cuando hablábamos con los muertos di Mariana Enríquez attraverso la lente del soprannome della protagonista, Pinocha. L'epiteto, che evoca Pinocchio come bugiardo archetipico, funziona come un nome semantico intimamente connesso all'ambientazione del racconto: l'ultima dittatura argentina – segnata da un ricorso sistematico alla falsità – e i primi anni del post-dittatura, quando il silenzio sul passato recente fu imposto con la violenza. Lo studio sostiene che, nonostante la sua inconsapevolezza, Pinocha è legata al regime attraverso il suo mondo familiare. Da questa prospettiva, il suo trauma può essere interpretato come l'esperienza di riconoscersi improvvisamente implicata nella criminalità di Stato. In questa lettura, Pinocha incarna ciò che Michael Rothberg ha definito «soggetto genealogicamente implicato», una categoria che designa coloro che ereditano storie di violenza senza esserne stati agenti attivi. Questa figura apre una riflessione sui familiari «complici» della repressione dittatoriale e destabilizza le rigide dicotomie tra carnefici e perseguitati.